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Kata (Forme)

Il kendo come la maggior parte delle arti marziali giapponesi, dispone di propri kata. Ci sono 10 kata che si eseguono senza armatura: 7 con il bokutou ( spada lunga) e 3 con il kodachi (spada corta).

Vengono eseguiti da 2 kendokas:

UCHIDACHI (è il motodachi che inizia l’attacco ed è il kendoka più anziano dei due);

SHIDACHI (colui che contrattacca):




  Nomi dei Kata Kodachi no Kata
 

 

1 - IPPONME

 

2 - NIHONME

 

3 - SANBONME

 

4 - YONHONME

 

5 - GOHONME

 

6 - ROPPONME

 

7 - NANAHONME

 

1 - IPPONME

 

2 - NIHONME

 

3 - SANBONME

 VARIAZIONI NIHON KENDO-NO-KATA (traduzione di T.Kodama e L.Zago)

 Generali:

§  Nel rei, dopo aver passato il bokuto nella mano sin, il braccio dx resta disteso con la mano sulla coscia dx a metà tra davanti e lato della stessa

§  Per andare in sonkyo, la chiusura del piede sin al 3 passo e l’estrazione avvengono contemporaneamente

§  Estrarre diagonalmente col filo della lama indirizzato al viso dell’avversario ad una altezza variabile tra tempia e collo dell’avversario

§  Incrociare i bokuto all’altezza del kissaki, estremità della lama

§  Tale incrocio viene mantenuto anche al termine di ogni Kata

§  Kamae-otoke, con il kissaki ad una altezza variabile tra i 3 e 6 cm sotto il ginocchio e leggermente al di fuori della figura dell’avversario

§  La prima articolazione del pollice sin all’altezza dell’ombelico

§  Il kensen indirizzato al mi-ken (punto tra i due occhi) o all’occhio sinistro

§  In chudan-no-kamae la distanza laterale tra i due piedi è di un piede, i piedi sono paralleli, lo stesso in morote-migi-jodan-no-kamae e gedan-no-kamae

§  In morote-hidari-jodan-no-kamae, hasso-no-kamae e waki-gamae il piede destro ha il tallone leggermente ruotato all’interno sulla stessa linea del piede sin ed il corpo naturalmente ruotato a destra.

 Ippon-me:

§  Uchi-tachi attacca con l’idea di tagliare all’altezza dello spazio fra le due mani che sostengono il bokuto e prosegue fino ad arrivare con il kensen a gedan

§  Uchi-tachi mantiene sempre lo sguardo agli occhi di Shi-tachi anche se il corpo resta leggermente inclinato in avanti in conseguenza dell’attacco

§  Dopo il contrattacco di Shi-tachi, Uchi-tachi indietreggia di due passi, il primo piccolo ed il secondo più grande così da trovarsi alla distanza corretta per il ritorno senza ulterioi spostamenti

 Nihon-me:

§  Nell’azione di nuki-kote, Shi-tachi deve scendere con il bokuto sino alla altezza di gedan

§  Spostamento laterale di Shi-tachi per tornare al centro anche di tre passi

 Sanbon-me:

§  Tsuki di Uchi-tachi mordibo senza violenza

§  Irezuki ni nayasu (ricezione e contrattacco) di Shi-tachi forte e compatto

§  Uchi-tachi nelle due azioni di difesa dal contrattacco, deve indirizzare il kensen alla gola di Shi-tachi

§  Durante in contrattacco di Shi-tachi, lo spirito di Uchi-tachi scende al 30%

 Yohon-me:

§  In waki-gamae non è la lunghezza del bokuto che viene nascosta all’avversario

§  ma l’ipotetico obbiettivo che potremmo andare a colpire

§  In waki-gamae il kissaki è più basso della altezza che ha in gedan-no-kamae

§  In waki-gamae il dorso della mano dx è appoggiato al corpo ad una altezza più bassa delle anche e la sin è a un pugno di distanza dall’ombelico e leggermente a dx

§  I tre passi di avvicinamento sono normali, come negli altri kata si raggiunge la distanza issoku-itto-no-maai

§  Il movimento di attacco è continuo, ovvero non ci sono interruzioni tra il caricamento del bokuto sopra la testa e la discesa per colpire

§  Uchi-taki indietreggia di un passo per permettere ad entrambi il ritorno in chudan, ma la distanza che crea è di chika-ma

§  Nell’attacco di tsuki, al polmone dx di Shi-tachi, Uchi-tachi deve mantenere pressione sul bokuto del compagno (osae), questo fa sì che il proprio corpo ruoti leggermente a sin ed il busto si inclini in avanti, anche il kensen termina indirizzato leggermente verso il basso

§  Il ritorno al centro può essere eseguito anche in tre passi per non spezzare la postura.

 Gohon-me:

§  Shi-tachi controlla Uchi-tachi, che è in hidari-jodan-no-kamae indirizzando il kensen al polso sin del compagno e ruotando leggermente ed in maniera naturale il filo della lama cosi che risulti orientato verso il basso-sin.

§  Uchi-tachi attacca per colpire realmente la testa di Shi-tachi, che altrimenti non riuscirebbe a fare suriage, inoltre deve rilassare il braccio dx cosi che, subendo suriage, il suo corpo non venga anch’esso spostato lateralmente

§  Il suriage ed il contrattacco da parte di Shi-tachi, devono essere fatti in un unico movimento, icchi-byoshi

§  Durante il movimento indietro Shi-tachi indirizza per un attimo il kensen al mi-ken ed abbassa il tallone sin a terra per poi indietreggiare con il dx per assumere hidari-jodan-no-kamae

 Roppon-me:

§  Il suriage di Shi-tachi deve essere fatto eseguendo un movimento semicircolare (han-en) e colpendo il bokuto con lo shinogi

§  Durante lo zanshin di Shi-tachi, Uchi-tachi tiene il bokuto abbassato con il filo della lama orientato un po’ verso dx

 Nanahon-me:

§  Il ki-atari (tsuki) di Uchi-tachi è indirizzato allo sterno (kyo-bu)

§  Dopo ki-atari, eseguito avanzando di un piccolo passo Uchi-tachi ed invece indietreggiando Shi-tachi, ritornare in chudan-no-kamae alla distanza di issoku-itto-no-maai senza muovere i piedi

§  Il primo passo di Uchi-tachi per attaccare men deve essere piccolo

§  Shi-tachi colpisce do al secondo passo, ovvero con il piede sin in avanti, le dita del piede sin sono rivolte un po’ a sin verso Uchi-tachi

§  Al completamento dell’attacco di do, il bokuto deve essere il prolungamento del braccio dx con il kensen indirizzato a terra, immaginare di far scolare una goccia lungo la lama

§  Dopo l’attacco assumere waki-gamae ma l’altezza del kensen è più alta perché altrimenti toccherebbe terra

§  Durante la rotazione per tornare al centro i piedi devono essere sempre indirizzati al centro ed il piede sin fa dei passi più grandi del dx.

 KO-DACHI-NO-KATA

 Generale:

§  In kamae-otoke il kensen di Shi-tachi deve all’altezza di 3-6 cm sotto il ginocchio come con il bokuto, e sempre leggermente al di fuori della figura del compagno

§  In chudan-no-kamae la posizione di Shi-tachi è frontale come quella di Uchi-dachi; quando assume hanmi-no-kamae la posizione è un po’ ruotata verso sin così da ridurre la parte del corpo visibile, anche se la spalla sin resta sempre visibile a Uchi-tachi, tale posizione viene assunta avanzando leggermente il piede destro, in tal modo il tallone del piede sin ruota un pò all’interno

§  In hanmi-no-kamae la lama può essere sia con il filo verticale sia leggermente a destro e quindi la mano destra un leggermente spostata a destra, ma il kensen sempre indirizzato al mi-ken o all’occhio sinistro

§  Quando Uchi-tachi assume hidari-jodan, il kensen del ko-dachi, deve essere indirizzato verso il centro del viso di Uchi-tachi, quando Uchi-tachi è in gedan-no-kamae, il kensen del ko-dachi deve essere indirizzato allo sterno (kyo-bu)

 Ippon-me:

§  Uchi-tachi termina l’attacco di men con il corpo eretto o poco inclinato in avanti, comunque meno che in o-dachi-ippon-me

§  L’uke-nagashi di Shi-tachi deve essere eseguito tenendo chiuse tutte e cinque le dita sull’impugnatura, il teno-uchi deve essere morbido

§  Per lo zanshin, Shi-tachi assume migi-jodan portando la mano destra alla altezza che avrebbe lo spazio tra le due mani qualora fosse in morote-jodan con il bokuto

§  Al termine Uchi-tachi torna al centro facendo un passo indietro.

 Nihon-me:

§  La guardia hanmi assunta da Shi-tachi, viene fatta tenendo leggermente il filo della lama orientato in basso-dx ed il kensen sempre indirizzato al centro del corpo del compagno all’altezza dello sterno (kyobu)

§  Pressato da Shi-tachi, Uchi-tachi indietreggia con il piede dx e porta il bokuto all’altezza di waki-gamae ma non assume tale guardia perché attacca immediatamente men, in un solo movimento (icchi-byoshi)

§  Quando Uchi-tachi indietreggia per la pressione del compagno, Shi-tachi avanza indirizzando il kensen alla gola di Uchi-tachi tenendo il filo del bokuto orientato verso il basso

§  Uchi-tachi termina l’attacco di men con il corpo eretto o poco inclinato in avanti, comunque meno che in o-dachi-ippon-me

§  L’uke-nagashi di Shi-tachi deve essere eseguito tenendo chiuse tutte e cinque le dita sull’impugnatura, il teno-uchi deve essere morbido ed il corpo, al momento della ricezione, ruotato a sinistra

§  Quando Shi-tachi afferra il braccio dx di Uchi-tachi, non deve muovere i piedi, ovvero deve aver già valutato la corretta distanza durante l’esecuzione dell’attacco, portatndo il ko-dachi al fianco per lo zanshin, deve indirizzarne il kensen alla gola ed il filo della lama orientato verso il basso-dx.

 Sanbon-me:

§  Shi-tachi ruota il corpo come per i due precedenti kata ed assume gedan portando il kensen 3-6 cm sotto il ginocchio con la lama verticale ed in linea con il centro del corpo

§  La posizione del corpo ed il movimento di avanzamento sono simili ai primi due kata

§  Shi-tachi esegue suriage, ricevendo l’attacco di Uchi-tachi, all’altezza di tsuba-moto (circa 10 cm sopra la tsuba), quindi esegue suriotoshi facendo scorrere il ko-dachi lungo il bokuto di Uchi-dachi sino all’altezza di tsuba-moto (circa 10-15 cm dalla tsuba del bokuto) ed indirizzando la spinta verso l’esterno dx di Uchi-tachi, ovvero avanti a sinistra rispetto a se stessi

§  Il migi-do di Uchi-tachi deve essere eseguito avanzando il piede sin davanti a se e non verso l’esterno sin.

§  Lo zanshin di Shi-tachi, dopo i tre passi avanti è simile a quello del secondo kata.