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Bushido



Bushido in giapponese significa, letteralmente “ Via del Guerriero” (Bushi: guerriero – Do: via), il Bushido rappresentava dunque il codice d’onore dei Samurai, cioè della casta guerriera del Giappone feudale, e ne guidava tutti gli aspetti dell’esistenza.

Il termine Samurai (lett. “servitore”)comparve per la prima volta durante il periodo Heian (794-1185) ad indicare i membri dell’aristocrazia di provincia che si armarono con eserciti personali per difendere i propri possedimenti agricoli, successivamente i Samurai divennero la struttura portante del Bakufu, il governo giapponese (la cui massima carica era ricoperta dallo Shogun), sia come guerrieri che come amministratori; il Samurai era talmente legato al proprio signore, per il quale stilava un vero e proprio patto di sangue, che alla morte di questi diventava un Ronin ( un Samurai errante, lett. “uomo onda”).

Il Bushido quale codice del samurai venne messo per iscritto nel famoso testo Hagakure

(“ All’ombra delle foglie”) da Tsuramoto Tashiro, il quale raccolse le regole del monaco-samurai Yamamoto Tsunemoto; ritroviamo in questo codice comportamentale principi di ispirazione buddista, scintoista, taoista e confuciana, ma ciò che influenzò il Bushido sono certamente i precetti Zen con cui si fuse strettamente.

La vera forza di un Samurai non risiedeva nella abilità tecnica (pur elevatissima) ma nella fermezza interiore e nel distacco; un Samurai non giocava mai con la propria o altrui vita, non si esponeva sconsideratamente a pericoli inutili (mediante il distacco dalla morte apprendeva il vero valore della vita, ma la vita restava comunque un qualcosa da proteggere perché rispecchiante l’armonia del cosmo); un samurai non provava né avversione né timore per l’avversario, anzi lo rispettava completamente.

La morte migliore per un Samurai era quella nel pieno delle forze manifestando coraggio ed onore, come fa il fiore di ciliegio quando si stacca dall’albero nella sua totale integrità

( Hana wa satura gi – Hito wa bushi” : il migliore dei fiori il ciliegio, il migliore degli uomini il Samurai).


Samurai
doveva possedere senso del dovere (Giri), risolutezza (Shiki), generosità (Ansha), fermezza d’animo (Fudo), magnanimità (Doryo) e umanità (Ninyo) e rispettare rigorosamente i seguenti sette punti.
Chi: saggezza e giusta decisione, Yu: valore e coraggio, Jin: amore universale, benevolenza verso l’umanità; Rei: retto comportamento, Makoto: sincerità totale, Meryo: onore e gloria,
Chugi:
lealtà e devozione.









" Non si può insegnare niente ad un uomo,si può solo aiutarlo a trovare la risposta dentro se stesso
Galileo