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Il Kendo è un'Arte Marziale nata in Giappone, ed il Samurai ne è stato per lungo tempo depositario. Nel primo affermarsi della Classe guerriera non vi era studio o pensiero del Ken Jutsu, ma solo la cruda tecnica dell'uccidere; il Samurai nella continua, dura pratica ha trovato qualcosa di più: "...ha trovato l'essenza della vita e della morte con i propri principi e ideali..." (M.Yabe). Questo qualcosa può essere più chiaramente indicato dai seguenti pensieri ed aneddoti: - il più alto esponente dello stile Yagyuryu (Yagyutajma No Kami), insegnò ai suoi allievi tutta la sua tecnica praticata; alla fine, disse loro che se volevano apprendere ancora qualcosa dovevano cercare nello Zen (vedi: D.T. Suzuki "Saggi sul buddismo Zen"): come dire che la tecnica è importante, ma più importante è la mente o pensiero. - E' tradizione dire che: un principiante nel combattere usa il 90% di forza e 10% di cuore, un esperto il 50% di cuore, mentre un maestro il 20% di forza e 80% di cuore. Il Kendo può insegnare non soltanto la tecnica (ed un allenamento fisico eccellente) ma anche il dominio del cuore, sempre inteso come spirito o animo; assistendo ad un combattimento tra due grandi Maestri, si può osservare che essi si attaccano e si difendono con la propria spada fino ai limiti; il loro combattimento non è fatica fisica, ma combattimento fra cuore e cuore, pensiero e pensiero. (M. Yabe) IL KENDO La pratica del Kendo inizia e termina con il saluto (Rei) che significa rispetto massimo per l'avversario, non è possibile usare un solo vocabolo nella traduzione, in quanto Rei vuole essere una espressione di rispetto e di considerazione al di là di ciò che la sola parola può esprimere. Alcune considerazioni e domande frequenti: - Il Kendo è solo epressione di potenza atletica? - Il luogo di pratica (Dojo) è sacro. - Il Bogu o armatura, protegge il nostro corpo dandoci sicurezza ma una volta indossata "crea una sorta di cambiamento" in noi, per cui viene trattata con rispetto (come se avesse un'anima). - Lo Shinai, costruito con una canna di bambù, ha l'aspetto di un bastone ma noi lo sentiamo come una spada vera. Il Kendo è violenza? A cosa serve il Kendo? "...quando il praticante sarà in grado di affontare un combattimento, se vincerà avrà imparato qualcosa, se perderà avrà imparato ancora di più..." (M.Yabe) EQUIPAGGIAMENTO - VESTIZIONE L'uniforme consiste in una giacca (Keikogi o Uwagi) ed in un paio di larghi pantaloni (Hakama, di colore vario ma in genere blu); non indispensabile è la cintura (obi) allacciata con un nodo piatto dietro la schiena. A ciò si aggiunge l'armatura (Bogu) costituita da una serie di protezioni per le zone del corpo rappresentanti il bersaglio dell’avversario. La vestizione inizia con il Tare (sorta di cintura imbottita e variamente composta a protezione delle zone inguinali) che viene fissato a livello delle anche; si esegue una forte trazione sui Koshihimo, (o cinture d'anca) che vengono incrociati dietro, passati e fissati sotto la parte centrale del tare, o Odare; dopo il tare si indossa il Do, (rappresentato da una corazza a protezione dell'addome e dei fianchi) che viene fissato con delle cinghie (le piu’ lunghe) passate sopra le spalle, e le due più corte dietro la schiena. Si indossa quindi il Tenugui (che ha lo scopo primario di fermare il sudore) avvolgendolo alla testa. Si passa quindi al Men (costituito a da una maschera di metallo, Mengame, sul viso unito ad una imbottitura a protezione della testa e ad un prolungamento inferiore per la gola), fissandolo alla testa, dietro la nuca, con delle cinghie. Per ultimi si indossano i guanti, Kote, a protezione del polso, iniziando con il sinistro... la vestizione è cosi completata. LE ARMI DA ALLENAMENTO E COMBATTIMENTO BOKUTO: Bokuto o Bokken è un bastone di legno duro e robusto simulante una spada, ne mantiene infatti le caratteristiche più salienti, quali la curvatura (zori), il filo (ha) e la punta (kissahi); la "lama" è separata dal manico (tsuka) per mezzo di un'elsa di cuoio o plastica (tsuba). SHINAI: lo Shinai è l'arma da allenamento per eccellenza (l'origine risale ai primi dell'800), è formata da quattro stecche di bambù tenute unita da un puntale (sakigawa) e da un manico di cuoio (tsukagawa) collegati da un filo (tsuru) che tradizionalmente indica il dorso della spada. All'interno del puntale si prova una piccola formazione simile ad un fungo (sakigomu) di caucciù che assembla in maniera ottimale le "lame". Stante l'utilizzo frequente dell'attrezzo è bene che lo stesso sia sottoposto ad una accurata manutenzione; si provvederà a smontare e ad esaminare attentamente le stecche i cui bordi verranno ripassati con una lama o con carta vetrata in modo da renderle il piu' possibile levigate. |