Commento tecnico al IX Trofeo MMK
I pronostici sono stati confermati. Ha vinto la squadra più forte: quella Coreana. Composta da due titolari della squadra campione del mondo in carica e dal terzo classificato agli individuali (Kim Wan Soo, Oh Kil Hyun, Lee Kang Ho). La superiorità tecnica e atletica messa in mostra non lasciano adito a nessun tentennamento. Del resto si tratta di professionisti. Se qualcuno poteva pensare che il loro arrivo in Italia avrebbe coinciso con una allegra scampagnata si è dovuto ricredere. Ciò va a merito della serietà messa in campo dai nostri ospiti. L'ultimo combattimento della finale, a risultato già acquisito, è stato esemplare: il primo un kote cercato, costruito ed eseguito con rara bellezza e potenza, il secondo uno tsuki ad una mano secco e e preciso come un timbro meccanico. Onore ai vincitori ed onore ai vinti, a cominciare dai secondi classificati: CUS Verona A (Turner, Filippi, Intrieri) e le due terze classificate: Jikishinkan A (Cortellezzi, Bosetti, Boscarol) e Doshinken A (Scarcella G, Mortara A, Scarcella P) che hanno messo in mostra un buon kendo e buon spirito.
Ancora una volta il Fighting Spirit è stato assegnato a Valentina Gelmi (che gareggiava con Iwaki Verona, ma in forza presso il MMK Camuno).
La brava Valentina non è nuova ad imprese del genere, ci auguriamo solo che non si stanchi presto di vedersi assegnare premi così ambiti come questo, assegnato dagli arbitri.
A proposito degli Arbitri va sottolineata la quantità e qualità dei presenti. In Italia ed in Europa sono poche le gare che possono mettere in campo questo livello. Una finale arbitrata da tre settimi dan, di cui due italiani, è degna di nota; solo pochi anni fa questa sarebbe stata fantascienza.
Ventinove le squadre partecipanti sono un record per il trofeo MMK, ma quello che più ci ha favorevolmente impressionato è constatare che la maggior parte dei partecipanti, si sono fermati fino al gigeiko finale. Se tirare con un campione del mondo è sicuramente un richiamo eccitante (e poco ripetibile), così come avere a disposizione due ottavi dan e tre settimi dan, lo stesso è bello vedere, come un tempo, che le persone che partecipano ad una gara non intendono conclusa la giornata dopo la propria sconfitta. Notizia degna di nota è stata la piacevole, inaspettata, presenza, alla mattina, del presidente federale Navilli, un grazie a lui per averci onorato della visita.
Infine un doveroso ringraziamento al nostro ospite d'onore, M° Ko Kyu Chul, Hanshi 8° dan, Presidente della commissione di perfezionamento tecnico della nazionale Coreana, che il giorno precedente ci ha dato prova della sua valenza didattica offrendoci uno stage di chiarezza esemplare e di grande stimolo.
Ultimo, ma non ultimo, ringraziamo il M° Kim T.J. che ha reso possibile, concretamente, la presenza di ospiti tanto illustri, per il bene del kendo italiano.
G. Smurra
A seguito del commento tecnico (indubbiamente il più pregnante), una piccola disamina di questo week-end di kendo. Ci piace utilizzare la stessa frase: i pronostici sono stati rispettati. Noi siamo di quelli che cercano di organizzare al meglio una gara mettendo tutti nelle migliori condizioni per esprimere al massimo le proprie potenzialità.Ormai siamo alla IX° Edizione del Trofeo e quindi la "macchina organizzativa" dovrebbe funzionare come "un orologio svizzero", ma stante presenza di tanti e tali ospiti un pò di tensione affiora sempre. GRAZIE (so che il termine è riduttivo) a tutti coloro che che hanno permesso la buona riuscita di tutto cio' : dal tavolo centrale, insostituibile, agli addetti ai tabelloni, alle iscrizioni, alla compilazione delle squadre,ai giudici di gara tutti puntualissimi. Un grande arrivederci alla X° Edizione V. Martellosio.
30/SETTEMBRE/2007
Stage Tecnico M° M.SUMI - Firenze-
Le premesse per una bella giornata c'erano sin dal mattino presto.
Condizioni meteo ideali, traffico praticamente nullo, compagnia piacevole; la chiusura del cerchio si è avuta con l'eccellente Stage del M° SUMI, Hanshi 8° Dan di Kendo svoltosi in quel di Firenze nella giornata di ieri, Sabato 29 Settembre.
Si è trattato del primo Stage federale per direttori tecnici di dojo, che ha visto la presenza di 66 persone, dal terzo dan in su.
Se di esperimento si trattava è stata un'eccellente iniziativa, perchè il M° SUMI ha dimostrato, ancora una volta, la sua magnifica capacità didattica, ma questa volta stimolato dalle richieste federali, ha saputo interpretare il suo insegnamento perfettamente in sintonia con le aspettative dei praticanti.
Gran parte dei responsabili tecnici di dojo presenti, persone non alle prime armi con la pratica, avevano, più o meno consciamente, non solo l'esigenza di un aggiornamento tecnico e/o di pratica comune, ma la fame di approfondimenti su aspetti tecnici, culturali e metodologici, necessità utili a migliorare non solo la propria pratica ma anche la capacità di trasmettere ciò che hanno appreso, possibilmente aiutando i propri allievi a non incagliarsi nelle secche che verosimilmente possono aver ostacolato il percorso del proprio istruttore.
In tal senso le magnifiche e chiare risposte che il M° SUMI ha dato ad alcune domande che gli erano state poste per iscritto (prima dell'inizio dello Stage)sono state davvero gratificanti; le domande vertivano sul metodo d'insegnamento per differenti gradi di età e sul perchè il kendo non sia assimilabile ad uno sport.
Su quest'ultimo punto il Maestro,partendo da un brevissimo escursus storico, ha mostrato come partendo dal bushi (IL GUERRIERO), la ricerca di migliorare la propria capacità di efficacia tecnica, militare e poi politica, abbia portato ad intendere la pratica con la spada come via per migliorare l'essere umano nel suo complesso:fisico, morale, spirituale.
Il prosieguo dello stage ha visto l'utilizzo del boken e lo sviluppo di nuovi kendo kata, a sottolineare l'importanza della corretta forma (essenziale per interpretare linearmente l'intento costruttivo della pratica)del corpo e del taglio della spada, con la consapevolezza che l'uso dello shinai può condurre ad alcune distorsioni rispetto allo strumento di origine:la spada.
A seguire, il lavoro a coppie svolto con l'armatura in cui le tecniche apprese con il boken sono state ripetute con lo shinai. L'intento chiaro e propedeutico era quello di mostrare l'importanza di procedere da una interpretazione elevata della pratica sino a dettagli come lo tzuba tzeriai, o l'uso differenziato delle mani: la destra che taglia, la sinistra che spinge e dei piedi con la differente azione del piede destro (SEME ASHI) e del sinistro.
Un gigeiko finale ha degnamente concluso questa dosata ed intensa giornata di pratica che sicuramente resterà ben impressa nella nostra memoria come una delle più belle esperienze.
A margine va annotato che conclusosi lo stage c'è stata una riunione dei direttori di dojo. Questa, poco chiaramente gestita dalla federazione, aveva lo scopo di far discutere gli attori su aspettative, considerazioni e prospettive dei responsabili tecnici nei confronti dell'offerta tecnica della federazione.
La scarsa presenza ed il linitato tempo a disposizione hanno permesso uno scambio di battute e vedute(auspicabile maggiore organicità e progettualità)che se una volontà costruttiva della dirigenza federale saprà ben interpretare sicuramente gioverà a tutti
G.SMURRA - V.MARTELLOSIO
15 0TTOBRE 2007
Programma allenamenti M°INOUE:
Mercoledì 7 Novembbre I Waki dojo Verona
Giovedì 8 Novembre Musokan Bologna
Venerdì 9 Novembre Rasen Milano
Sabato 10 e Domenica 11 "Seminario"- S. Martino in strada"
SABATO
10 novembre
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DOMENICA
11 novembre |
Costo
seminari |
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10:30 – 12:30 |
10:30 - 12:30 |
1 giorno |
35.00 € |
14:00 – 17:00 |
14:00 – 17.00 |
2 giorni |
60.00 € |
La sera di Sabato 10 si terrà una cena con il M° INOUE e con il M° KIM, chi volesse partecipare è pregato di darne conferma al momento dell'iscrizione al Seminario. Per ulteriori informazioni contattare V. MARTELLOSIO 339 3135750 |